psicologia-cervelloLa Psicologia Cognitiva (Neisser, 1967) nasce verso la fine degli anni ‘50 e si configura da subito come un tentativo di superamento dell’approccio comportamentista, inadeguato a spiegare la complessità del comportamento umano.

A differenza degli altri modelli psicologici, il Cognitivismo non possiede una propria concezione a priori dell’uomo, non dà spiegazioni o interpretazioni del comportamento umano, bensì focalizza la sua attenzione sulla ricerca dei meccanismi sottostanti al comportamento manifesto. L’obiettivo principale diventa quindi lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite, rappresentate e recuperate dalla mente e l’individuo, considerato come elaboratore di informazioni. Assumono una rilevanza fondamentale gli studi sulla memoria, il linguaggio, la percezione, l’apprendimento e l’intelligenza.

Il Costruttivismo (Kelly, 1955) rappresenta una corrente del Cognitivismo classico, focalizzando l’attenzione sul concetto di uomo come attivo costruttore della propria realtà. Secondo i costruttivisti, infatti, non esiste una realtà “oggettiva”, preesistente e indipendente dall’osservatore, esistono piuttosto diverse “visioni” del mondo che dipendono dal punto di vista di chi osserva.

L’uomo passa così dall’essere un semplice elaboratore di informazioni a “costruttore di significati” a partire da una complessa rielaborazione interna di sensazioni, conoscenze, credenze, emozioni.