Aree-specialistiche-big

AFFRONTARE IL TRAUMA

La parola trauma deriva dal greco e significa “ferita”. Il trauma psicologico può essere quindi definito come una “ferita dell’anima”.

Per Trauma si intende un’esperienza in cui il soggetto si è trovato di fronte ad un evento potenzialmente mortale, con pericolo di morte o di gravi ferite, o ad una minaccia alla propria integrità fisica o a quella altrui (DSM IV-TR).
La risposta del soggetto comprende paura intensa, vulnerabilità e impotenza.

E’ utile premettere che in tutte le persone è innato un sistema fisiologicamente orientato ad elaborare l’esperienza traumatica in un’ottica di autoguarigione. Le risposte che seguono questi eventi possono spaziare dal completo recupero in un breve periodo di tempo (circa tre mesi) fino ad arrivare a reazioni invalidanti che impediscono alla persona di continuare a vivere la propria vita come prima dell’evento.

L’essere stato vittima di un evento traumatico (come ad esempio un incidente, una violenza subita o traumi relazionali cumulativi per esempio durante l’infanzia), può portare la persona a presentare memorie frammentate e non integrate di quest’esperienza. I sintomi che si possono manifestare successivamente raccontano una “storia senza parole”, ma fatta di reazioni e sensazioni corporee spesso non congrue con la situazione che si sta vivendo.

Anche dopo molti anni dal trauma, alcuni individui possono continuare a soffrire  e a presentare reazioni di iper-attivazione quali immagini, emozioni e sensazioni corporee intrusive, accelerazione del battito cardiaco, ipervigilanza, flashbacks o incubi e una frammentazione delle esperienze percettive. Le conseguenze di uno stato di iperattivazione cronica possono portare ad interpretare stimoli innocui come pericolosi e ad essere incapaci di fidarsi delle proprie sensazioni corporee, compromettendo la capacità di fare scelte adattive e di compiere azioni efficaci nella vita quotidiana.
Altre persone possono sperimentare invece, in seguito a trigger emotivi anche minimi, condizioni di ipoattivazione quali diminuzione della frequenza cardiaca e della respirazione, sensazioni di torpore e di distacco, debolezza motoria o perdita di memoria e stati confusionali.

Gli obiettivi del trattamento psicoterapico in questi casi sono quelli di:

  • Incrementare le capacità integrative del paziente in modo che le esperienze traumatiche rimaste dissociate possano essere assimilate
  • Aumentare il funzionamento sociale
  • Diminuire gli effetti disorganizzanti di episodi attivanti sul piano emotivo

All’interno di una relazione terapeutica di fiducia, le metodologie attraverso cui si possono raggiungere questi obiettivi sono diverse e possono variare in base alla storia e ai sintomi del paziente:

  • Lavoro sulla finestra di tolleranza emotiva
  • Lavoro sul corpo
  • Mindfulness
  • EMDR (emdr.it)

 

MINDFULNESS

Il termine inglese “Mindfulness” può essere tradotto in divesri modi. Può essere usato nell’accezione di “presenza mentale”, “consapevolezza” o “attenzione non giudicante”. Esso fa riferimento sia alle pratiche di consapevolezza mutuate dalla meditazione orientale, sia alla cosapevolezza stessa. Le sue radici sono antiche e profonde, ma oggi la Mindfulness si estende al di là delle sue connotazioni spirituali, rappresentando una pratica universale da cui tutti posso trarre beneficio. I recenti e numerosi studi in ambito neuroscientifico rendono evidente la sua efficacia nella gestione di problemi tipicamente occidentali come lo stress, l’irrequietezza, l’ansia, la depressione, ma anche semplicemente nel favorire un maggiore benessere.

Utilizzare le pratiche di Mindfulness significa allenare la mente ad:

  • Assumere un’attitudine diversa, a metterci in relazione in modo più fiducioso e stabile con i nostri stati d’animo, i nostri pensieri, le nostre sensazioni fisiche;
  • Accrescere la flessibilità: è una pratica di attenzione consapevole al continuo e mutevole flusso di percezioni, sensazioni, emozioni e pensieri;
  • Interrompere i circoli viziosi e le modalità automatiche, in modo da sostituire la “reazione” immediata con una “risposta” scelta;
  • Entrare sempre più facilmente in contatto con il corpo, come luogo in cui le sensazioni ci danno un riscontro immediato della nostra condizione mentale ed emotiva.
DETERIORAMENTO COGNITIVO

Pagina in costruzione

EMDR

L’EMDR è un metodo terapeutico che può essere integrato nell’ambito dei diversi orientamenti e programmi terapeutici, aumentandone l’efficacia.
Il suo utilizzo inizialmente era focalizzato sul trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress, mentre attualmente è impiegato nel trattamento di varie patologie e disturbi psicologici.

Esso considera gli aspetti patologici come informazioni immagazzinate in modo non funzionale e si basa sull’ipotesi che, in ogni disturbo o disagio psicologico, ci sia una componente fisiologica. Attraverso i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata si arriva a migliorare la comunicazione tra gli emisferi cerebrali. L’EMDR si basa su un processo neurofisiologico naturale, legato all’elaborazione accelerata dell’informazione e considera tutti gli aspetti relativi all’esperienza stressante o traumatica, sia quelli cognitivi ed emotivi sia quelli comportamentali e neurofisiologici.

L’EMDR è usato per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente.

Queste esperienze traumatiche possono consistere in:

  • Piccoli/grandi traumi subiti nell’età dello sviluppo
  • Eventi stressanti nell’ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti)
  • Eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenza)

L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata da numerosi studi scientifici.
Le ricerche condotte su vittime di violenze sessuali, di incidenti, di catastrofi naturali, etc. indicano che il metodo permette una desensibilizzazione rapida nei confronti dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta a una riduzione significativa dei sintomi del paziente (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashbacks, incubi).