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PSICOTERAPIA INDIVIDUALE

La Psicoterapia Cognitiva è considerata uno dei più efficaci modelli per il trattamento dei disturbi psicologici. L’obiettivo è il superamento della sofferenza emotiva e il raggiungimento di un maggior benessere psicologico attraverso una ristrutturazione dell’identità e l’elaborazione di un nuovo atteggiamento verso se stessi e verso il modo.

Secondo l’orientamento Cognitivo-Costruttivista, ciascun individuo è il vero esperto di se stesso, poiché l’unico ad avere un contatto diretto con le proprie emozioni. La relazione terapeutica è il luogo privilegiato in cui acquisire la consapevolezza dei propri processi emotivi e sperimentare modalità relazionali più flessibili e articolate, che favoriscano una maggiore stabilità emotiva e una migliore capacità di fronteggiare gli eventi.

COUNSELING E SOSTEGNO PSICOLOGICO

Il counseling è un intervento non terapeutico che si declina in percorsi differenti a seconda degli ambiti in cui è effettuato.

Vengono generalmente affrontati temi legati a:

  • difficoltà temporanee
  • disagio nelle relazioni, come ad esempio nelle difficoltà di rapporto tra genitori e figli
  • tematiche psicoeducative

Si configura come un intervento finalizzato a far sì che la persona utilizzi le proprie risorse per riflettere sui propri vissuti, per chiarire le difficoltà e per valutare le eventuali scelte da compiere.
Il counsellor ha nei confronti della persona un atteggiamento attivo, propositivo e stimolante le capacità di scelta. Ha una durata limitata di incontri (tra le 5 e le 10 sedute).
Per alcune situazioni particolarmente complesse è indicato, invece, un percorso psicoterapeutico.
Il Sostegno Psicologico è un intervento non terapeutico rivolto a persone che vivono un momento di disagio o di crisi personale, ma che non presentano sintomi rilevanti o un quadro clinico tale da necessitare di un intervento terapeutico.
Può essere effettuato individualmente o in gruppo, nel caso in cui più persone condividano le stesse difficoltà o una situazione personale simile.

GRUPPI DI SOSTEGNO E DI PSICOEDUCAZIONE

“Un gruppo è un insieme dinamico costituito da individui che si percepiscono vicendevolmente come interdipendenti per uno o più aspetti” (Kurt Lewin).

In un clima di sicurezza ed empatia favorito dal conduttore, i partecipanti al gruppo vengono orientati ad esprimersi riducendo via via gli atteggiamenti difensivi. Questo porta a sviluppare un’attitudine di fiducia reciproca, grazie alla quale il gruppo diventerà gradualmente più coeso ed ogni persona potrà apprendere a conoscersi meglio e ad accettarsi nei suoi vari aspetti (corpo, emozioni, pensieri, modalità relazionali).

Il gruppo è il luogo in cui possono emergere nuove idee, nuovi concetti, nuove direzioni: il cambiamento diviene possibile, auspicabile e naturale. La condivisione dei propri vissuti e delle reazioni psicologiche può dar modo di cogliere, pur nella diversità delle storie, un’intima somiglianza delle problematiche.
Il gruppo è lo spazio in cui si ha modo di esplorare modalità differenti per contenere e modificare le proprie difficoltà e le proprie paure, per dar loro un senso e per trasformarle in atti e azioni vitali.

Gli apprendimenti dell’esperienza di gruppo diventano disponibili anche all’esterno nelle proprie relazioni personali, nella propria vita quotidiana.

I NOSTRI GRUPPI

Di seguito, i gruppi di sostegno e psicoeducazione proposti dallo Studio di Psicologia Cognitiva. Per maggiori dettagli organizzativi si prega di visitare la sezione NEWS & EVENTI.

Laboratorio di educazione alle emozioni

Le emozioni sono segnali che ci orientano per garantire la nostra sopravvivenza. Come una bussola, ci indicano chei siamo e come stiamo nelle relazioni con gli altri. Si ritiene spesso che sia opportuno ignorare le emozioni, in particolare quelle spiacevoli, oppure nasconderle, non esternarle. Questi comportamenti possono amplificare la nostra sofferenza e condizionare le relazioni con le persone che ci circondano. L’obiettivo degli incontri sarà quello di prendere contatto con le nostre emozioni, osservandole con l’attitudine di uno scienziato curioso per familiarizzare con esse, in modo da orientarci in maniera sempre più consapevole e spontanea.

L’elaborazione del lutto

Nella nostra cultura sono evidenti le difficoltà nel dare una risposta alla morte e alla sofferenza che l’accompagna. Il lutto viene sempre più relegato nell’interiorità di ciascuno, facendo venire meno la sua dimensione collettiva. Spesso lo si considera alla stregua del disagio psichico piuttosto che un evento naturale e universale. Nell’anziano, in particolare, il lutto può avere come conseguenza l’isolamento e la solitudine, che possono trasformarsi poi in una vera e propria depressione.

Il gruppo si configura come una possibilità di recupero di una ritualità di elaborazione comunitaria del lutto, costituendo un moderno rito di passaggio che accompagna i partecipanti da una fase all’altra della vita.

Nei momenti di cambiamento o di crisi avviene uno spostamento di equilibri e il confronto con la difficoltà può portare ad una ristrutturazione positiva e all’integrazione di nuovi elementi che aiutano ad andare avanti oppure a creare una spaccatura, un non riconoscimento di sè che ha come conseguenza l’irrigidimento nella sofferenza cronica. La dimensione del gruppo aiuta a trovare uno spazio interno, oltre che esterno, per rendere la perdita più pensabile, più vivibile e più accettabile.

Midfulness e autostima

Come si fa a passare dal bisogno di ottenere l’approvazione degli altri a coltivare l’accettazione e la gentilezza per sè nella prospettiva di rendere omaggio al valore intrinseco delle proprie caratteristiche?

Vi sentite spesso inadeguati e pieni di difetti?

Vi capita di giudicarvi in modo severo e avere pensieri come questi: se solo fossi più magro..., se solo avessi più successo..., se solo avessi più soldi..., se fossi più giovane..., se fossi più bello...?

Tendete a prendere sul personale tutto ciò che vi capita, compreso quello che le persone intorno a voi dicono e fanno?

Avete la sensazione che il vostro valore personale dipenda dai vostri successi o fallimenti, o dal fatto che vi dimostriate forti o deboli?

Siete più portati a notare ciò che di voi non vi piace piuttosto che il contrario?

Come vi fa sentire tutto questo?

Quando la vita non è come vorremmo che fosse, tendiamo a provare insoddisfazione. Sprechiamo molte energie lotrtando per tenerci strette le parti di noi che ci piacciono e per liberarci di quelle che non ci piacciono. Ci opponiamo al cambiamento. L’utilizzo della mindfulness permette di entrare in contatto in maniera via via più profonda con se stessi, riconoscendo di essere già integri come si è. Allenandosi ed imparando ad abbracciare tutte le componenti del proprio essere, il proprio valore intrinseco emergerà spontaneamente in superficie. L’autostima cosapevole è un processo in divenire che coltiva contemporaneamente autoaccettazione e autocompassione, cosapevolezza e gentilezza, qualità che garantiscono forza, acume, amore e dedizione nei confronti di se stessi, come si è qui e ora.

NEUROPSICOLOGIA CLINICA

La neuropsicologia clinica è una branca della neuropsicologia che si propone di studiare gli effetti delle lesioni cerebrali, siano esse acquisite o causate da malattie neurodegenerative, sul comportamento dell'uomo, sia per quanto riguarda i processi cognitivi, sia per quanto riguarda la sfera delle emozioni e della personalità.

Lo strumento d’elezione per ottenere un quadro completo del funzionamento del paziente è la valutazione neuropsicologica. Si tratta di un esame volto ad indagare l’integrità delle principali funzioni cognitive (memoria, linguaggio, attenzione, ragionamento logico, funzioni esecutive, abilità visuo-spaziali e percettive, prassia, etc.) e l’eventuale presenza di alterazioni comportamentali o della sfera affettiva e funzionale. Si compone di una fase iniziale di raccolta anamnestica, una fase di somministrazione di test tarati e standardizzati sulla popolazione italiana e di un colloquio finale di restituzione.

La valutazione neuropsicologica svolge un ruolo importante nella comprensione dei meccanismi cognitivi contribuendo alla diagnosi e al monitoraggio di patologie neurologiche, con particolare riferimento alle patologie su base neurodegenerativa (es. malattia di Alzheimer, demenze associate a parkinsonismo, etc.). E’ indispensabile, inoltre, al fine di mettere a punto un trattamento riabilitativo e di verificarne successivamente l’efficacia.

PSICOLOGIA DEL BENESSERE

La Psicologia del Benessere ha come finalità il miglioramento della qualità di vita attraverso un percorso che comporta il prendere contatto in modo consapevole e intenzionale con le proprie risorse, in modo da poterle potenziare.

Si distingue dalla Psicologia Clinica in quanto non si occupa di situazioni patologiche e dal Sostegno Psicologico perchè non consiste d’interventi fatti in momenti di crisi personale o familiare.

L’interesse della Psicologia del Benessere si focalizza sul raggiungimento di uno stato psicologico che permetta alla persona di sentirsi al meglio con ciò che c’è nel momento presente, in modo più profondo, completo ed equilibrato.

Gli obiettivi possono riguardare:

  • crescita personale
  • gestione dello stress
  • miglioramento delle capacità relazionali
  • attivazione delle potenzialità inespresse
  • rafforzamento dell’autostima

Le metodologie utilizzate:

  • Mindfulness
  • Psicoeducazione
  • Apprendimento di strategie comunicative assertive